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Andrea Ventimiglia

Blogger & Social Media Manager

13/08/2016, 10:00





 



Ci sono più matrimoni su Facebook...
...che non all’interno di una Chiesa!

#ShockInMyTown

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30/07/2016, 10:00





 



Ringraziare il nostro Stato? Perché, per quale motivo, per quello che non offre forse? Stamani ho conosciuto personalmente, ed ho avuto l’onore nel farlo, due bambini disabili meravigliosi, due fratellini speciali che hanno la fortuna di avere dei genitori con un cuore immenso e di vivere in un paese come la Svizzera, un paese che fin dalla loro nascita ha fatto della loro disabilità la loro forza, assistendoli fisicamente, moralmente ed economicamente in ogni giorno della loro vita. Due bambini con un’energia da fare invidia ad ognuno di noi. Il nostro Stato avrebbe fatto lo stesso mi chiedo? Un paese, il nostro, fatto di politici di turno, gente il cui unico scopo della loro vita è quello di aumentare a dismisura il proprio fatturato economico a discapito di come invece un normale Stato moderno dovrebbe trattare i suoi figli, con cura, con ottima cura. Uno Stato in cui essere disabile vuol dire avere una vita condannata ed in cui ogni giorno risulta essere un continuo lottare alla ricerca di una condizione economica di stabilità che possa permettere un’adeguata assistenza a chi ha già un percorso di vita abbastanza difficile. Uno Stato in cui essere disabile è un "lusso" che solamente chi è ricco può permettersi. Ebbene no, non mi riconosco in uno Stato del genere, e voi? Miei cari bimbi, vi auguro tutto il meglio che la vostra vita possa offrirvi, e mi auguro che un giorno anche dalle nostre parti potrete essere liberi di vivere in serenità e con fiducia. Al nostro Stato non mi resta invece di “ricordarle” che chi si prende cura dei bambini, qualunque sono le loro condizioni, si prende cura dell’intera umanità.

Buon rientro piccoli, e buona vita.

15/07/2016, 10:00





 



Caro Fernando,

sei stato il primo a mettere le mani sui miei capelli. Fin da bambino, uno dei giorni più belli, spensierati e felici della mia giovane vita era proprio quello in cui mi recavo da te a spassarmela tra acqua, shampoo, pettini, forbici ed aggeggi vari. Perché in fondo si sa, il proprio parrucchiere non è mai una persona comune, mai banale, mai scontata, "MAI". Ottimo consigliere nonchè confidente, sempre troppo buono coi tuoi clienti così come con te stesso. Se gli angeli ti hanno chiamato è perché hanno bisogno che qualcuno sistemi un po’ le acconciature anche lassù, terra così lontana quanto così vicina, fatta di gente, buona e brava gente, gente come noi. Nel corso degli ultimi anni è vero, non ci siamo più visti professionalmente, e magari vedendomi non avresti nemmeno più riconosciuto quello che un tempo fu uno dei tuoi numerosissimi bambini così felice di farsi giocare i suoi capelli dalle tue buone ed ottime mani. Apprendere pertanto oggi la notizia della tua scomparsa mi dà una profonda ed amara malinconica tristezza. Che tu possa riposare in pace, magari tenendo un pettine in una mano e delle forbici in un’altra.



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